Perchè fare un corso di Rhino con Mandarino Blu

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Perchè fare un corso di Rhino con Mandarino Blu

Il processo creativo si compone di  vari step che possono essere diversificati in base alle varie esigenze. Solitamente ad una prima fase di studio su carta, succede una ricerca attraverso un modello fisico, piuttosto che con degli schemi in pianta e sezione per comprendere meglio il funzionamento del nostro prodotto. In aggiunta a questi strumenti classici possiamo utilizzare uno studio del modello tridimensionale. Grazie ad applicativi quali Rhinoceros, possiamo seguire passo dopo passo il nostro progetto: possiamo verificarne il dimensionamento, l’effettivo ingombro spaziale e intervenire direttamente per rientrare nei parametri da noi stabiliti.

Questa tipologia di modellazione, fatta per approssimazioni successive, consente un maggior controllo dell’oggetto a partire dalla fase progettuale.

Sapere gestire un modello in tre dimensioni non serve solo per creare un modello fisico attraverso macchine a controllo numerico , per rappresentarlo attraverso i rendering ma anche per aiutarci a capire meglio il soggetto del nostro studio ed intervenire in maniera puntuale direttamente nello spazio. Disegnare un oggetto in tre dimensioni equivale a capire, prendere possesso della geometria, cioè a trasformare la nostra idea progettuale in un modello reale. Possiamo dunque  sub appaltare la fase di prototipazione e quella di rendering, per concentrarci sulla progettazione, ma non possiamo delegare la fase di modellazione, momento essenziale della progettazione. A questo scopo il Mandarino BLU, vuole offrire un servizio formativo che permette agli allievi di gestire i propri progetti in maniera indipendente. I nostri corsi non hanno come scopo primario la conoscenza scolastica dei singoli comandi, ma l’applicazione ma la loro applicazione allo spazio tridimensionale.

Trattiamo dunque le problematiche della modellazione con un approccio verticale,  con esercitazioni mirate ai campi di interesse dei singoli studenti. Il risultato di questo processo sarà dunque una competenza che permette di mantenere una propria indipendenza da strutture esterne, con un sistema che porta ad imparare in maniera autonoma.

Crediamo che il concetto di qualità possa essere il nostro miglior strumento di marketing e per questo motivo i nostri servizi sono finalizzati a soddisfare le esigenze dei clienti: studenti universitari e professionisti hanno già provato i nostri corsi ottenendo risultati soddisfacenti.

I nostri corsi di Rhino sono certificati ufficialmente McNeel e prevedono diversi livelli di apprendimento in base alle esigenze dei singoli studenti.

I corsi di Rhinoceros sono tenuti da Antonino Marsala, docente certificato McNeel con alle spalle oltre 5 anni di esperienza nel campo della modellazione NURBS.

Authorized Rhinoceros Trainer

Destinatari

Studenti e professionisti nel campo della progettazione: architetti, gioiellieri, designer ma non solo. Chiunque voglia tramutare in oggetti reali le proprie creazioni mentali.

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Il corso in partenza il 26 Settembre 2011

Il 26 settembre riparte la stagione formativa del Mandarino BLU. Si tratta di una grande opportunità per il Mandarino e per gli studenti che parteciperanno ai corsi. Il nostro processo di crescita ci ha portato a stringere accordi con Multiverso società che opera con grandi risultati nel campo del co-working. Grazie ad una convenzione, il corso si terrà presso i locali di via Campo d’arrigo 40r a Firenze, in un ambiente ricco di opportunità creative. Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattarci. Potrete trovare maggiori informazioni e porre quesiti sul corso anche su facebook

Richiedi maggiori informazioni

Ogni allievo ha le proprie esigenze, i propri tempi e il proprio budget. Per questo motivo offriamo un servizio di consulenza che permette a chiunque di poter usufruire dei nostri corsi. Corsi singoli, di gruppo, personalizzati per una categoria lavorativa, Windows o MAC user, per aziende e singoli, a Firenze e in tutta Italia. Contattaci per avere una consulenza gratuita: è nostro interesse aiutarti a crescere.

 

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Novità Rhino 5

Durante i recenti workshop di presentazione di RHINO 5 WIP e Grasshopper ci è stato chiesto di riprendere alcuni concetti fondamentali e pubblicarli sul nostro blog

E’ nata dunque l’idea di scrivere una serie di articoli che serviranno per scoprire quali sono le novità relative a Rhinoceros 5.

Iniziamo con delle piccole modifiche che riguardano la cosiddetta barra di stato, ovvero la barra inferiore che fornisce informazioni riguardo alcune opzioni.

barra di stato

Intanto per attivare o disattivare la barra di stato, possiamo andare su Opzioni, espandere la voce aspetto e mettere / togliere il segno di spunta da barra di stato (Rhino Options>Appearence> Status Bar). Questo percorso rimane invariato tra la versione 4 e 5.

Le prime tre voci indicano quali sono le coordinate del nostro puntatore rispetto al piano C su cui stiamo lavorando o rispetto al sistema globale (world). Di seguito abbiamo la prima novità, ovvero la possibilità di visualizzare ed eventualmente modificare (click con il tasto destro per aprire la finestra relativa) l’unità di misura. Con questa piccola annotazione non abbiamo più scuse per ricordare qual’è l’unità di misura!

Questa stessa area ci indicherà i valori lineari e angolari di spostamento quando useremo il GUMBALL.

Andando avanti, ci accorgiamo che  riquadro contenente il valore del layer è rimasto invariato.

Di seguito abbiamo la barra degli “aiuti alla modellazione” che presenta subito sia una variazione sul nome del primo componente (da un generico SNAP siamo passati ad un più chiaro Grid SNAP), sia delle variazioni sul menu contestuale, attivabile con il tasto destro, che presenta delle impostazioni rapide : possiamo cambiare velocemente i valori della griglia, degli assi e dell’icona con gli assi di riferimento (comunque già modificabili nella versione precedente dal menu generale delle opzioni).

Scorrendo velocemente le altre impostazioni ereditate dalla vers. 4, vediamo la prima voce completamente nuova.

Gumball

Si tratta di un widget che si applica ai soggetti selezionati e permette, in maniera rapida, di applicare delle trasformazioni di base.

 

Gumball

In figura vediamo il Gumball applicato ad un parallelepipedo: oltre a mostrare un sistema di riferimento con le frecce che presentano un colore per ogni direzione, ogni freccia presenta una parte tratteggiata che termina con un grip. Cliccando sul grip e trascindando, abbiamo la possibilità di applicare un “scala 1D” nella direzione scelta.

Sono inoltre presenti degli archi, anch’essi colorati, che rappresentano invece degli strumenti a cui agganciarci per ruotare il nostro oggetto attorno al pivot, rappresentato dal gumball stesso. Questo strumento ha dunque lo scopo di poter modellare i nostri oggetti direttamente dalla vista prospettica, operazione altrimenti fortemente sconsigliata.

opzioni gumball

Mantenendo fede alla sua natura di CAD, tutte le trasformazioni hanno inoltre la possibilità di essere controllate in maniera precisa: cliccando sulla pallina bianca presente sul Gumball, accediamo alle sue impostazioni, tra le quali spicca Snappy Dragging che ci permette di applicare trasformazioni (p.e. spostamenti) che avvengono per multipli dello Snap Spacing, cioè il parametro legato al Grid Snap. Inoltre, cliccando sui grip o sugli archi, sarà possibile inserire dinamicamente il valore della trasformazione. Le altre opzioni ci permettono di

1. Spostare il Gumball dove vogliamo per usarlo come Pivot (stessa funzione del “punto di riferimento” nei comandi sposta, copia, scala etc)

2. Ripristinare la posizione iniziale del Gumball

3. Allineare il Gumball all’oggetto

4. Il già citato Snappy Dragging

5. La possibillità di tornare ad uno spostamento morbido e quindi libero

6. Modificare le impostazioni del Gumball, tra cui colori, dimensioni di visualizzazione etc

Per riassumere: il Gumball è uno strumento che permette di applicare in maniera rapida delle trasformazioni senza passare necessariamente delle viste ortogonali. Si tratta di un passo importante che porta nella direzione già presa da programmi di modellazione poligonale. Può essere applicato indifferentemente ad oggetti monodimensionali che bidimensionali che solidi, anche se l’utilizzo è prevalentemente consigliato proprio per questi ultimi.

FILTER

Altra modifica applicata alla barra di stato, è quella dei Filtri selettivi (Filter). Si tratta di uno strumento molto utile che consente di raffinare le selezioni in maniera ancor più precisa.

barra dei filtri

Difatti, davanti ad una scena popolata con oggetti di natura diversa, è possibile trovarsi in difficoltà nel selezionare solo la tipologia di geometria che ci serve.

Nei casi di ambiguità,  Rhino ci ha sempre fornito strumenti per scelte precise.

Filter

Nell’esempio presente in figura, vediamo che una curva lineare è stata posizionata in modo da essere sovrapposta al bordo di un parallelepipedo. Cliccando sul bordo ci appare il tooltip che ci chiede cosa vogliamo selezionare, se l’oggetto di estrusione o la curva. Attivando lo strumento Filter, possiamo spuntare quali sono gli oggetti ‘selezionabili’: in questo modo possiamo per esempio deselezionare le curve dalla finestra Filter e quando ritenteremo l’operazione, verrà selezionato solo il Solido senza possibilità di errore.

 

Show Info Pane

Ultima novità relativa alla barra di stato, è la possibilità di avere una finestra informativa che ci tiene aggiornato sullo stato di alcune opzioni. Per attivarla basta cliccare con il tasto destro su un punto vuoto della barra di stato e scegliere “Show info pane” e cliccare nuovamente con il tasto destro.

 

Info Pane

 

Se avete domande sugli argomenti trattati o da trattare, sui nostri workshop e sui nostri corsi, contattateci subito

Informiamo tutti gli utenti che da settembre 2011 partiranno i corsi di Rhinoceros 5 e Rhinoceros per Mac e che saranno disponibili in tutta italia.

Potete verificare le date dei corsi al seguente link e richiedere informazioni

 

 

 

Alla prossima puntata


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RhinoParametrics parte II

Dopo l’introduzione della settimana scorsa, vediamo ora di addentrarci meglio all’interno di Rhinoparametrics, sperimentando applicazioni di utilizzo.

Rhinoparametrics, in aggiunta all’interfaccia di Rhinoceros, presenta un menu a tendina (RhinoParametrics), un flyout con tre icone (attiva/disattiva il visualizzatore degli oggetti parametrici, opzioni e help) e appunto il tree view con gli strumenti di disegno parametrici

Il menu superiore

Tree view

Le evidenze di RhinoParametrics nell’interfaccia di Rhinoceros

Questa finestra è in effetti il punto fondante e valore aggiunto del programma: al suo interno vengono registrati sia gli oggetti disegnati in maniera classica, che quelli parametrizzati. L’elenco mostra i tre piani di lavoro (sempre presenti nella scena di RhinoParametrics) e gli oggetti parametrizzati fino ad ora.

Vediamo un piccolo esempio di utilizzo con le operazioni Boleane.

Disegniamo un parallelepipedo a piacere e su un suo vertice applichiamo una sfera  Dal pannello Parametric Object prendiamo lo strumento Boolean Difference, scegliamo come primo oggetto il parallelepipedo e come secondo la sfera. La differenza boleana è già stata calcolata, ma gli attori (sfera e parallelepipedo) sono ancora visibili. Dobbiamo quindi togliere il segno di spunta per vedere il risultato dell’operazione. L’operazione fatta è ora suscettibile di modifiche: basta editare il punto di riferimento della sfera (o cambiarne il raggio) per vedere in tempo reale il risultato della nuova operazione.

Operazioni Boleane

Operazioni Boleane

Per avere un’idea più ampia delle possibilità, vi invitiamo a collegarvi al sito ufficiale di Rhinoparametrics e dare un’occhiata ai tutorial.

In sintesi

Fondamentalmente esistono due modi per creare oggetti parametrici: attraverso l’uso della finestra  di RhinoParametrics, e attraverso i comandi classici. La creazione parametrica può avvenire attraverso l’utilizzo degli oggetti ‘punto’, ai quali vengono via via associate elementi (curve passanti per punti, solidi etc). Il punto, presente nel menu può essere modificato e di conseguenza modificare tutti gli oggetti a lui associati.

Tutti gli oggetti creati (in entrambi i modi) sono inseriti dentro delle icone che rappresentano gli oggetti stessi e a loro volta possono essere inseriti all’interno di oggetti gerarchicamente meno specializzati (sulla scia del gestore degli oggetti in Cinema 4D).

Conclusioni

Dopo aver installato la versione di prova (invito anche voi a farlo), abbiamo testato il programma per qualche giorno. Ad un primo approccio abbiamo avuto l’impressione che si trattasse di una semplice evoluzione del comando Registra Storia, dotato di interfaccia e di qualche parametro in più. Continuando i test ci siamo accorti però che l’applicativo presenta notevoli vantaggi (la permanenza in versione originale degli oggetti ‘padre’ che possono essere modificati in seguito), oltre che ulteriori comandi non ancora compresi nel Registra Storia (Sweep in primis e operazioni boleane). Sebbene quindi il prodotto possa essere ancora rifinito, rendendo più fluide alcune associazioni, lo riteniamo un buon prodotto, adatto anche alla costruzione di oggetti complessi.

Rimaniamo in ogni caso a disposizioni per ulteriori commenti e richieste


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