RhinoParametrics parte II

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RhinoParametrics parte II

Dopo l’introduzione della settimana scorsa, vediamo ora di addentrarci meglio all’interno di Rhinoparametrics, sperimentando applicazioni di utilizzo.

Rhinoparametrics, in aggiunta all’interfaccia di Rhinoceros, presenta un menu a tendina (RhinoParametrics), un flyout con tre icone (attiva/disattiva il visualizzatore degli oggetti parametrici, opzioni e help) e appunto il tree view con gli strumenti di disegno parametrici

Il menu superiore

Tree view

Le evidenze di RhinoParametrics nell’interfaccia di Rhinoceros

Questa finestra è in effetti il punto fondante e valore aggiunto del programma: al suo interno vengono registrati sia gli oggetti disegnati in maniera classica, che quelli parametrizzati. L’elenco mostra i tre piani di lavoro (sempre presenti nella scena di RhinoParametrics) e gli oggetti parametrizzati fino ad ora.

Vediamo un piccolo esempio di utilizzo con le operazioni Boleane.

Disegniamo un parallelepipedo a piacere e su un suo vertice applichiamo una sfera  Dal pannello Parametric Object prendiamo lo strumento Boolean Difference, scegliamo come primo oggetto il parallelepipedo e come secondo la sfera. La differenza boleana è già stata calcolata, ma gli attori (sfera e parallelepipedo) sono ancora visibili. Dobbiamo quindi togliere il segno di spunta per vedere il risultato dell’operazione. L’operazione fatta è ora suscettibile di modifiche: basta editare il punto di riferimento della sfera (o cambiarne il raggio) per vedere in tempo reale il risultato della nuova operazione.

Operazioni Boleane

Operazioni Boleane

Per avere un’idea più ampia delle possibilità, vi invitiamo a collegarvi al sito ufficiale di Rhinoparametrics e dare un’occhiata ai tutorial.

In sintesi

Fondamentalmente esistono due modi per creare oggetti parametrici: attraverso l’uso della finestra  di RhinoParametrics, e attraverso i comandi classici. La creazione parametrica può avvenire attraverso l’utilizzo degli oggetti ‘punto’, ai quali vengono via via associate elementi (curve passanti per punti, solidi etc). Il punto, presente nel menu può essere modificato e di conseguenza modificare tutti gli oggetti a lui associati.

Tutti gli oggetti creati (in entrambi i modi) sono inseriti dentro delle icone che rappresentano gli oggetti stessi e a loro volta possono essere inseriti all’interno di oggetti gerarchicamente meno specializzati (sulla scia del gestore degli oggetti in Cinema 4D).

Conclusioni

Dopo aver installato la versione di prova (invito anche voi a farlo), abbiamo testato il programma per qualche giorno. Ad un primo approccio abbiamo avuto l’impressione che si trattasse di una semplice evoluzione del comando Registra Storia, dotato di interfaccia e di qualche parametro in più. Continuando i test ci siamo accorti però che l’applicativo presenta notevoli vantaggi (la permanenza in versione originale degli oggetti ‘padre’ che possono essere modificati in seguito), oltre che ulteriori comandi non ancora compresi nel Registra Storia (Sweep in primis e operazioni boleane). Sebbene quindi il prodotto possa essere ancora rifinito, rendendo più fluide alcune associazioni, lo riteniamo un buon prodotto, adatto anche alla costruzione di oggetti complessi.

Rimaniamo in ogni caso a disposizioni per ulteriori commenti e richieste


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RhinoParametrics parte I

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RHINOPARAMETRICS, parametrizziamo Rhinoceros

La semplicità di lavoro, le potenzialità di utilizzo in svariati campi, il prezzo contenuto, fanno di Rhinoceros un ottimo strumento per cui sviluppare plugin aggiuntivi. Molte sono le case che hanno mosso passi in questa direzione e tanti sono i prodotti, interni o esterni alla McNeel che hanno avuto una gran fortuna. Giusto per citarne alcuni: Grasshopper, T-Splines, Visual Arq, Rhino Bim, Rhinogold etc.

Rhino Parametrics

Molti di questi hanno raggiunto un’importanza tale da necessitare percorsi di studio personali. Oggi voglio parlarvi di Rhinoparametrics,  plugin sviluppato e commercializzato da RhinoParametric SAS, società capitanata da Richard Guilhem, Architetto d’interni. Nel team sono presenti anche Mathieu GOBERT, sviluppatore, Nick DANESE, già General Manager di NDAR (link) e Tanguy LE BIHAN,Architetto specializzato in yacht design.

Il team è dunque eterogeno, ma che mostra comunque aspetti radicati nella progettazione CAD. Qual’è l’importanza di Rhinoparametrics e soprattutto, a chi è utile?

Nel corso dell’evoluzione di Rhinoceros, sono stati introdotti strumenti via via sempre più raffinati, pensiamo agli sweep, alla rete di curve, al registra storia etc, ma l’impostazione è sempre stata quella di un software non parametrico, in cui una volta disegnate le superfici, queste possono essere modificate solo tramite strumenti di modifica o trasformazione.

In questo senso si è mossa la Società di Cannes, andando a fornire al Rhinoceronte, uno strumento che permetta di gestire la creazione del processo di modellazione in maniera bidirezionale, parametrizzando cioè le geometrie.

Cosa significa rendere parametrico Rhino? Significa creare un collegamento tra i vari oggetti, mantenendo questa struttura a matrioska durante tutta la fase progettuale: se per esempio associo una sfera ad un punto, ritenendolo centro della sfera, muovendo il punto potrò muovere la sfera; se associo una sezione ad una rivoluzione, anche una volta fatta il collegamento tra i due oggetti sarà bidirezionale. Modificando la sezione otterrò in maniera diretta e veloce l’aggiornamento sulla superficie

Rivoluzione con Rhinoparametrics

Dall’immagine possiamo facilmente notare come la creazione di una curva attraverso il classico comando di Rhino (curva per punti di controllo) abbia prodotto una serie di oggetti (punti) che insieme ad ad un asse di rivoluzione, e al comando rivoluzione genera la struttura associativa del modello. Cambiando i punti verrà modificata la curva e di conseguenza la forma finale della rivoluzione.

Molti utenti troveranno questa possibilità non dissimile dal modus operandi di applicativi molto usati quali 3ds Max, o Cinema 4D. In effetti questi software usano in maniera implicita questa possibilità, senza necessitare di plugin esterni. Questa possibilità  permette dunque di  colmare il gap a livello di modellazione con gli applicativi menzionati, e grazie alla precisione delle superfici matematiche, addirittura renderlo più pratico e più adatto per scopi progettuali.

Per avere maggiori informazioni sull’utlizzo del software, vi rimandiamo alla settimana prossima con la seconda parte della presentazione